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Economia e Lavoro 11-04-2018

Regione. 115 milioni di euro per le 40 dighe della Sardegna. E' urgente potenziare gli invasi e i controlli sulla gestione

L'assessore dei Lavori Pubblici, Edoardo Balzarini, ha fatto il punto sul Sistema Idrico Multisettoriale della Regione Sardegna, sottolineando ieri in aula che la Regione ha a disposizione importanti risorse finanziarie che permettono la manutenzione e l’adeguamento strutturale delle principali opere del sistema idrico multisettoriale della Sardegna.

Sono 50 i milioni di euro previsti con il Patto per la Sardegna a cui si sono aggiunti 65 milioni di euro di finanziamento statale, per complessivi 115 milioni di euro; finanziamenti che permettono all'Ente Acque Sardegna, principalmente, di intervenire in 28 "grandi dighe" sottoposte alle verifiche di sicurezza del Servizio Nazionale Dighe. Tra queste anche la diga Cantoniera, con un finanziamento di 10 milioni di euro destinato alle verifiche statiche finalizzate a portare la capacità di invaso dagli attuali 364 milioni di metri cubi di acqua al limite massimo autorizzabile di 700 milioni circa. Attività analoghe si prevedono in altre dighe, come quella di Monte Lerno di Pattada che ha una potenzialità di 72 milioni di metri cubi ora limitata a 34".

"L'approvvigionamento idrico in Sardegna oggi è garantito da 40 dighe, principalmente "grandi dighe", per alcune delle quali sono state affrontate le problematiche di collaudo e di verifica dei parametri di sicurezza. "Proprio per garantire la sicurezza, in alcuni casi, le capacità di invaso possono essere limitate, e i collaudi avvengano per successivi livelli di innalzamento idrico che sappiamo essere limitati per la ridotta piovosità".
 
L'Assessore precisa che i dati più aggiornati registrano una capacità di accumulo potenziale complessiva in Sardegna pari a circa 1 miliardo e 750 mila metri cubi d'acqua. A oggi risultano presenti circa 1.290 milioni di metri cubi, ossia il 73 per cento della capacità di invaso delle dighe sarde. "A fronte di un fabbisogno complessivo teorico di 700 milioni di metri cubi annui (di cui 450 per l'irriguo, 230 per il potabile e 20 per l'industriale) - afferma Balzarini - ci troviamo nella necessità non soltanto di programmare e realizzare opere per adeguare e potenziare gli invasi, ma anche di esercitare una capacità di gestione della risorsa idrica che sia quanto mai equilibrata e oculata, tenendo conto delle esigenze di un approvvigionamento primario idropotabile ma anche del mondo agricolo che rappresenta una componente importantissima dell'economia dell'Isola ed, inoltre, della regolazione pluriennale delle risorse idriche invasate".
 
Questa è il commento dell''Assessore in carica alla mozione presentata dall'onorevole Dedoni. In una sua nota ufficiale, dopo la bocciatura della mozione, si legge "la siccità di questa estate è scongiurata per le abbondanti piogge ma, il 50 per cento dell’acqua disponibile in Sardegna viene sprecato perché gli invasi isolani non possono operare a pieno regime. La causa è da ricercarsi nella mancata effettuazione dei collaudi, figlia a sua volta della burocrazia ma anche e soprattutto, come ha dimostrato la microfilmatura degli sbarramenti, di errori in sede progettuale e costruttiva che pregiudicano la stabilità delle opere. La diga Eleonora d’Arborea sul Tirso è stata progettata per invasare fino a 800 milioni di metri cubi d’acqua che, con un sistema efficiente di collegamento tra gli invasi, potrebbero dissetare tutta la Sardegna meridionale, comprese aree tra le più colpite dalla siccità come il Sulcis-Iglesiente e il Medio Campidano. Invece, il bacino è stato riempito inizialmente con 450 milioni di metri cubi d’acqua e successivamente svuotato fino a 360 milioni per mancanza di garanzie sulla tenuta".

Ultimo aggiornamento: 11-04-2018 11:12


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