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Economia e Lavoro 08-03-2018

Acque reflue: concesso il riutilizzo in l'agricoltura

La Giunta regionale ha approvato ieri la delibera di modifica alla direttiva del 2008 sul riutilizzo irriguo delle acque reflue depurate eliminando alcune limitazioni nell'ottica di consentire un maggior utilizzo della risorsa idrica.

Il provvedimento prevede, in particolare, l'eliminazione dell'obbligo di miscelare le acque depurate con quelle grezze provenienti da sistemi di accumulo (ad esempio dighe) per l'irrigazione delle colture destinate al consumo a crudo. Le modifiche apportate sono in linea con la normativa nazionale: restano infatti immutati i richiesti requisiti di qualità chimico-fisica e microbiologica dell'acqua in uscita dagli impianti di recupero. Con l'eliminazione del vincolo della miscelazione è possibile garantire, in alcuni casi, un risparmio della risorsa idrica grezza, particolarmente necessario considerati i fenomeni di siccità che si sono recentemente accentuati in Sardegna, ovvero rendere maggiormente disponibili, per l'utilizzo diretto, i volumi idrici delle acque reflue depurate. A questo si aggiungono i risparmi sui costi che si sarebbero dovuti sostenere per realizzare le infrastrutture da utilizzare per la stessa miscelazione. La riforma arriva all'indomani dell'intervento del responsabile Coldiretti Cagliari che ha sollevato ancora una volta il problema relativo alla siccità per l'agricoltura sarda.


"Le aziende devono conoscere immediatamente le quantità di acqua che avranno a disposizione nella prossima annata irrigua". E' questa la richiesta scritta fatta alla commissaria del consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale, Giuseppina Careddu: "la poca disponibilità di acqua dovuta alle ultime annate siccitose – hanno scritto il presidente ed il direttore di Coldiretti Cagliari Efisio Perra e Luca Saba - richiede ancora di più un'accelerazione della programmazione. Gli imprenditori agricoli devono, infatti, poter programmare, in base alle quantità a disposizione, i prossimi mesi di lavoro: i trapianti e le coltivazioni. L'acqua – hanno sottolineato – è il prerequisito per poter decidere le quantità e le colture. In assenza di un programma sarebbero a rischio le coltivazioni di migliaia di ettari di terreni".


Secondo la Federazione del Sud Sardegna, la scarsità di precipitazioni stanno diventando la norma e non l'eccezione e nei prossimi anni è destinata ad aggravarsi.


Un appello rivolto in questo caso al mondo politico al quale sono già state avanzate diverse proposte, come appunto l'utilizzo delle acque reflue, il collegamento degli invasi e la dissalazione.
Il mese scorso, inoltre, sempre sul tema Coldiretti Cagliari ha presentato all'assessore al Bilancio Raffaele Paci, nel corso di un convegno che si è tenuto nella cantina di Dolianova, un progetto di infrastrutturazione per il Parteolla, con il consolidamento della rete di irrigazione, ritenuta fondamentale per far fare il salto di qualità a delle aziende agricole moderne. "Proposta che ha trovato l'approvazione dell'assessore – ricorda Perra – che si è impegnato a trovare le risorse (circa 5 milioni di euro) per dare risposta a quel comprensorio".

Ultimo aggiornamento: 08-03-2018 13:10


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