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Economia e Lavoro 07-02-2018

Agnello sardo IGP: nuove alleanze per combattere il crollo del prezzo

Il Consorzio dell'agnello di Sardegna Igp si allea con il mondo accademico e della cucina per pianificare progetti di ricerca e di diversificazione dell'offerta con l'obiettivo di contrastare il crollo dei consumi delle carni e una concorrenza più agguerrita, che stanno facendo crollare il prezzo dell'eccellenza sarda, rendendola antieconomica per il pastore.

Un cambiamento di approccio e una nuova cultura da parte del Contas che parte dallo studio dei dati e delle tendenza.  "I dati riportati dall'Osservatorio nazionale sui consumi delle carni nel 2017 mostrano un forte calo per tutti i prodotti carnei – spiega il direttore del Ccontas Alessandro Mazzette - . Il picco peggiore però lo registrano i consumi di carni rosse: - 5.8%. 16 milioni di italiani nel 2016 hanno ridotto i loro consumi di carne. In particolare, sono scesi i consumi di carni bovine (-5%) e ovine (-7.8%). Complessivamente il consumo di carne quotidiano è calato, in media, di 85 grammi. Le carni ovine detengono il record negativo di consumo pro capite. Questo drastico calo dei consumi che perdura dal 2008, in corrispondenza dell'inizio della crisi economica, ha spinto gli operatori della Sardegna a ricercare nuovi sbocchi commerciali all'estero, individuando nella Spagna un mercato importante per lo smercio dei nostri agnelli.  Tuttavia, il mercato Spagnolo ha una forte connotazione stagionale e come per l'Italia il consumo è per lo più concentrato in prossimità delle festività natalizie e pasquali.  Stagionalità dei consumi che porta ciclicamente un drastico calo del prezzo delle carni d'agnello (– 50%) a seguito delle feste natalizie che si protrae per i mesi di gennaio e febbraio condizionando la vendita di circa 200 mila agnelli IGP con una perdita netta per gli allevamenti di oltre i 4 milioni di euro. A questo si aggiunge un mercato europeo della carne d'agnello altamente competitivo. A questo si aggiunge lo sviluppo di nuove tecnologie dei tagli e della conservazione che permettono di esportare carne ovina fresca e congelata, tagliata e disossata, e di dividere i vari tagli tra i diversi importatori. In questo modo, è possibile soddisfare in modo mirato e complementare la domanda da parte del mercato in funzione del tipo di carne consumata e del potere di acquisto dei consumatori. Questa nuova offerta commerciale negli ultimi anni ha registrato un forte aumento delle carni ovine importate in Italia: nel 2016 sono state acquistate dall'Inghilterra circa 5.000 tonnellate di carne di agnellone.
Per far fronte a queste problematiche e per rispondere alla diversificazione della domanda e superare la stagionalità – sottolinea il presidente del Contas Battista Cualbu - il Consorzio di tutela dell'agnello di Sardegna IGP ha intrapreso una serie di iniziative. Lo scopo è quello di adeguarsi ai nuovi sistemi di vendita adottati dal settore internazionale. Il Consorzio di Tutela considera indispensabile sviluppare un approccio sinergico di tutta la filiera al nuovo progetto, dall'allevatore sino al consumatore finale che dovrà essere informato su tutti gli aspetti della produzione. Ed è proprio su questo ultimo aspetto che “la convenzione con l'Università di Sassari diventa indispensabile in quanto permetterà di valutare la qualità organolettica della carne di agnello sia fresco che congelato e di rendere queste informazioni disponibili al consumatore" dice Cualbu.
Altro aspetto al centro del dossier è la tutela del consumatore e del marchio IGP. Ogni anno si registra l'arrivo in Italia di ingenti quantitativi di carni di agnello di origine extraregionale che, in assenza di percorsi comunicativi adeguati e di controlli puntuali, può essere confusa con il prodotto di origine Sarda. Su queste basi si inserisce l’importante protocollo d'intesa con Federalberghi Sardegna firmato nei giorni scorsi. Diventa fondamentale la valorizzazione delle carni all'interno della ristorazione, tutelando appunto l’agnello sardo dalle altre produzioni."Grazie a questa collaborazione – sottolineano presidente e direttore - saranno create una serie di iniziative promozionali che permetteranno di dare maggior visibilità alle carni d'agnello sfruttando soprattutto il periodo estivo in cui è massima la presenza dei turisti. Con l'obbiettivo di soddisfare le esigenze della ristorazione il Consorzio si impegna a porre in essere tutte le attività volte alla diversificazione dei tagli e alla tipologia di prodotto". Il nuovo piano di destagionalizzazione e porzionatura permetterà di presentare il prodotto sardo IGP alle più importanti fiere di settore nel panorama internazionale apprendo nuove opportunità di mercato soprattutto fra i nuovi importatori presenti nei Paesi Arabi, sempre più interessati alle carni ovine di qualità. Il Consorzio ha già stilato un programma biennale di promozione dell'Agnello. Le prime tappe saranno le fiere Alimentaria di Barcellona ad aprile, Cibus a Parma a maggio, Sial a Parigi ad ottobre e Tuttofood a Milano per maggio 2019.   

Ultimo aggiornamento: 07-02-2018 11:36


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