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Cronaca 19-02-2019

"Una Vita da Social", quattro tappe sarde per il camper della Polizia Postale

Due studenti su 3 sono vittime di bullismo, un teenager su 4 posta sui social almeno un selfie al giorno.

Al via la sesta edizione di “Una vita da social” la Campagna educativa itinerante sui temi dei social network e del cyberbullismo. Un Tour itinerante con 4 tappe in Sardegna
 
E’ ripartita da Matera, capitale europea della cultura, la 6^edizione di “Una Vita da Social”, la campagna educativa itinerante realizzata dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e del Garante Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, nell’ambito delle iniziative di sensibilizzazione e prevenzione dei rischi e pericoli della Rete per i minori.
Ancora una volta al fianco della Polizia Postale vi sono anche Google e Instagram.


L’uso dei social network, strumento di comunicazione del tutto integrato nella quotidianità dei teenager, ha determinato una crescita esponenziale dei minori vittime di reati contro la persona che negli anni è raddoppiato: dai 104 casi registrati nel 2016 si è passati a 177 nel 2017 e 208 casi trattati nel 2018.
Ancora oggi i ragazzi si esprimono e sembrano pensare che il web sia un po’ “una terra di nessuno”, dove si scambiano messaggi e post senza pensarci troppo e le azioni online vengono valutate spesso come un gioco privo di conseguenze.
Tra i giovani, poi, è ormai acclarata la selfie-mania.  È questa una delle evidenze di una ricerca condotta da Skuola.net, Università di Roma ‘Sapienza’ e Università Cattolica di Milano per conto della Polizia di Stato – attraverso le interviste di 6.671 giovani tra gli 11 e i 25 anni. Il selfie è sempre più caposaldo della propria identità per le nuove generazioni. La metà del campione ne scatta almeno 4 prima di pubblicarlo sui social, cosa che avviene con frequenza almeno settimanale in 9 casi su 10.
Il web è letteralmente inondato di immagini che li ritraggono, raccontando molto di sé, della propria identità e magari dei luoghi frequentati, con tutti i rischi del caso.
L’attrazione per il selfie alle volte è tale da spingere i giovani a mettersi deliberatamente in una situazione di pericolo. Il 35% dichiara di aver provato a farsi un autoscatto in condizioni potenzialmente pericolose, prevalentemente alla guida del motorino o della macchina. Come anche testimoniano i casi di cronaca con esiti letali, a cimentarsi con queste pratiche sono prevalentemente i maschi.
Altri pericoli specie per i più piccoli derivano dall’uso di videogiochi. Spesso infatti bambini (anche di 7 anni) e ragazzi vengono adescati attraverso le chat di questi videogiochi che sono tutti on-line.
Altra moda diffusa tra gli adolescenti il sexting che consiste nel trasmettere messaggi contenenti immagini personali intime con il rischio che tali immagini vengano poi divulgate e trasmesse tramite sistemi di messaggistica istantanea con gravi conseguenze per la salute psicofisica di chi ne è purtroppo vittima.
Attraverso il progetto “Una vita da social”, gli operatori della Polizia Postale e delle Comunicazioni hanno incontrato, negli ultimi 5 anni, in Sardegna oltre 20.000 studenti sia nelle piazze che nelle scuole e circa 3500 tra genitori ed insegnanti.
Il truck, allestito con un’aula didattica multimediale, martedì 19 febbraio è stato presente in piazza Elena di Gallura ad Olbia; il 20 febbraio farà tappa a Sassari e per l'occasione sarà presente, come ospite d’eccezione, la Squadra di basket della Dinamo Sassari.


Il 21 febbraio il Truck sarà ad Oristano e il 22 in piazza Roma a Carbonia.
Quest’anno, per la prima volta, attraverso il diario di bordo “https://www.facebook.com /unavitadasocial”, gli studenti potranno anche lanciare un loro messaggio positivo contro il cyberbullismo.



Ultimo aggiornamento: 19-02-2019 15:34


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